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Come arrivare


In macchina: autostrada A4 (Milano/Venezia), uscita al casello di Ospitaletto; proseguire verso Iseo/Valle Camonica per prendere la Strada Provinciale 510 (superstrada) con uscita a Cividate Camuno dove si seguono le indicazioni per Borno.


In treno: prendere il treno in direzione Brescia (Ferrovie dello Stato); a Brescia prendere il treno per Edolo (Ferrovie Nord; una volta raggiunto Darfo, proseguire in autobus sino a Borno


In aereo: gli aereoporti più vicini sono: Milano Linate (km. 120) Bergamo Orio al Serio (km.70) Verona Catullo (km.140) Brescia Montichiari (km. 100 )

L’Altopiano del Sole


Trascorrere le vacanze a Borno non è mai uguale! La località di questa regione turistica è infatti tanto variegata quanto il suo clima: chiassosa mondanità, quiete e riservatezza nel piccolo borgo di questo meraviglioso altopiano.


Ossimo Superiore

La frazione, sede del Comune di Ossimo, sorge su un dosso alle pendici meridionali del monte Mignone. È collegato con Borno e con Villa di Lozio dall’antica strada Borno-Lozio che giungeva nella parte alta del paese, allargata nel 1959 e asfaltata, stretta ma pittoresca e panoramica. Molte sono state le scoperte di statue-stele, massi istoriati, incisioni rupestri, monete e tombe preistoriche.


Ossimo Inferiore

Sorge sul passo orientale dell’altopiano di Borno, in una conca delimitata dal dosso di San Damiano e digradante verso la profonda gola del torrente Trobiolo, varcato poco oltre il Valzèl de Fì dal ponte della Rocca, sulla strada che conduce al Santuario della Santissima Annunciata e a Piancogno. L’antichità di Ossimo Inferiore è dimostrata dalla scoperta di stele preistoriche, di ceramica medievale, di tegole Romane e da un probabile castelliere sul dosso di San Damiano.


Creelone

La frazione di Creelone è sorta per insediamenti recenti di tipo turistico. Da qui ci si può inoltrare in pittoreschi boschi di conifere e raggiungere Villa di Lozio, dove la natura si mantiene ancora in maggior parte incontaminata ed offre quadretti di selvaggia bellezza. Boschi cedui, prati, fresche acque rendono idilliache le escursioni su tutto il territorio.


Lozio

La strada che porta a Lozio è una diramazione della Provinciale che si distacca dalla Valle Camonica in corrispondenza di Cividate – Malegno. La valle si presenta stretta, incuneata e ricoperta di bosco ceduo. Dopo aver percorso qualche chilometro la valle si apre, allargando la visione su uno splendido altipiano contornato da pinete e da boschi di conifere. Spettacolari, grazie alla loro conformazione dolomitica, le cime composte da vigorosi e glabri speroni rocciosi, come il mastodontico dente del Cimon della Bagozza (m. 2407), la Cima Bacchetta (m. 2549) e il Pizzo Camino (m. 2491), appaiono più alte di quanto siano e sono ambite palestre per l’alpinismo sportivo. Dalle sommità si può godere il panorama della Val di Scalve, dell’altipiano di Borno, della Presolana e dei gruppi del Bernina e dell’Adamello. Nei mesi estivi, l’altipiano dà vita a una vera e propria trasfigurazione cromatica, nella quale ogni colore sembra riflettere una luce più intensa. Lozio è in realtà il nome di un Comune formato da quattro frazioni: Laveno, Sucinva, Sommaprada e Villa, vicine fra loro ma ben distinte l’una dall’altra. Sucinva è situata verso il bordo orientale dell’altipiano. Il nucleo più antico risale al 1300, ha una piccola chiesa del secolo XVII dedicata a S. Antonio da Padova. Anche Laveno, capoluogo e sede del Municipio, si sviluppa intorno ad un nucleo medioevale ed ha una chiesa del secolo XVII, dedicata a S. Maria Assunta. La frazione più alta del Comune di Lozio è Sommaprada (m 1045) dalla quale si può raggiungere la chiesetta di S. Cristina, incuneata scenograficamente tra gli speroni di roccia della Concarena. Per raggiungere l’ultima frazione si ripercorre la strada verso occidente, attraverso tutto l’altipiano. Villa è senz’altro il centro maggiore, non solo per la popolazione più numerosa, ma anche perché vi si trovano gli unici alberghi della zona e le principali attività commerciali e di servizio. Inoltre vi è la presenza di un castello medioevale con torre, posto in alto a Nord dell’abitato, oggi ridotto a rudere, ma comunque meta di interessanti escursioni. La strada continua e, oltre che a Villa, conduce a Ossimo e a Borno: percorrendola ci si immerge nella bellissima pineta che già si scorge salendo la valle.


Borno


Appena superato l’abitato di Ossimo, il colpo d’occhio che conquista il visitatore lascia senza fiato: un piccolo paesino adagiato ai piedi delle prealpi orobiche che gli fanno da corona. Siete arrivati a Borno!


Partendo dalla deliziosa piazza collocata al centro dell’abitato dove si affacciano antiche dimore coi loro portali di pietra e dove troneggia la splendida fontana ottagonale del ‘600, si dipartono le strade che conducono fuori dell’abitato per raggiungere incantevoli luoghi naturalistici: dalla Riserva del Giovetto al Lago di Lova.

Girovagando per il paese si notano angoli suggestivi: le sette torri medioevali, le fontane all’interno degli antichi cortili, le strette viuzze lastricate.

Davvero non ci si aspetta di trovare ad un pugno di chilometri dalle grandi città ( Brescia, Bergamo, Milano) un paesino di montagna così bello, così ospitale, ricco di resti antichi! Un paese che sta cercando di vivere ponendosi come scopo quello di creare un filo tra passato e presente rafforzando quel legame forte tra uomo e natura che ha contraddistinto la sua millenaria cultura rurale.